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Risparmiare per la pensione

Quanto percepirò come pensione? Mi conviene pensarci sin d'ora?

Scopri come calcolare la tua pensione futura e come risparmiare per garantirsi una vecchiaia più serena.

Ormai te lo avranno detto mille volte: “non prenderai mai la pensione”; “quando saremo vecchi noi, tutti i soldi della previdenza sociale saranno finiti”.

Ogni volta è una doccia fredda: ti consola solo il pensiero che mancano ancora tanti anni. Che si può rimandare ancora a lungo questa preoccupazione. L'età del pensionamento ti sembra oggi lontanissima.

Ma ne sei proprio sicuro che sia così?

Ti sei mai informato su come funziona DAVVERO il sistema pensionistico e che entrata mensile ti potrai aspettare quando non potrai più lavorare? Hai mai pensato a cosa puoi fare per ovviare al problema senza rinunciare alle risorse economiche che ti servono oggi per vivere?

In realtà, prima affronti questo problema, meno rinunce dovrai fare. Ora ti spieghiamo perché, ma prima partiamo dalle basi.

Come si calcola la pensione?

In Italia coesistono due modalità di calcolare la pensione: il vecchio metodo e il metodo applicato dopo la riforma Dini, nel 1995, per rendere sostenibile l’intero sistema pensionistico. I due metodi si chiamano “sistema retributivo” e “sistema contributivo”.
Nel primo caso, valido per tutti coloro che hanno versato i contributi entro il 1° gennaio 1996, la pensione viene calcolata indipendentemente dai contributi versati, sulla base degli stipendi percepiti negli ultimi anni di carriera. Nel secondo caso, si calcolano i contributi, rivalutati, versati per tutta la vita lavorativa e li si suddivide per gli anni che, statisticamente, restano da vivere all'età del pensionamento.

Coloro che oggi sono in pensione godono del vecchio sistema pensionistico, quello precedente la riforma: il sistema retributivo. Per chi ha cominciato a versare contributi a partire dal 1° gennaio 1996, le cose andranno ben diversamente.

Ecco come calcolare esattamente la tua pensione.

Calcolo pensione retributivo

Considera il reddito medio degli ultimi dieci anni di carriera e moltiplicalo per gli anni di servizio moltiplicati per un’aliquota di rendimento che si aggira attorno al 2%. Questa aliquota scende progressivamente fino ad arrivare all’1% nel caso di retribuzioni annue sopra i 46.630 euro.

Un esempio pratico, con importi puramente casuali calcolati in euro: se hai percepito duemila euro al mese, di media, negli ultimi anni di lavoro, e hai un’anzianità di servizio pari a quarant’anni, riceverai come pensione l’80% (aliquota del 2% moltiplicata per 40 anni) di 2000 euro, ovvero 1600 euro.

Calcolo pensione contributivo

Se vuoi calcolare la tua pensione con il sistema contributivo, allora le cose si fanno più complesse.

Per prima cosa devi risalire e sommare la tua retribuzione (o reddito), anno dopo anno, per tutta la tua carriera lavorativa e devi calcolare quanti contributi hai versato: come dipendente versi il 33% dello stipendio; se sei un parasubordinato versi dal 27% al 30%; se sei un lavoratore autonomo tra il 23% e il 25%. A quel punto devi rivalutare il capitale accantonato per un tasso di rivalutazione che cambia anno dopo anno.



Avrai ottenuto il montante contributivo, ovvero tutti i contributi versati, rivalutati.
A questo punto devi scoprire come verrà suddiviso, mese dopo mese, quell’importo, e quindi a quanto ammonterà la tua pensione mensile. Il calcolo non è difficile: esistono delle tabelle con i “coefficienti di trasformazione”, che variano a seconda dell’età. Per esempio, se cominci a incassare la pensione a sessant’anni, il tuo assegno mensile sarà più basso che se cominci a incassare a settant’anni, perché la tua aspettativa di vita è più alta.

Le simulazioni dicono comunque che se andrai in pensione con il sistema contributivo, l’assegno mensile sarà sensibilmente più basso rispetto al calcolo retributivo.

Che cosa succede invece a chi ha versato contributi sia prima che dopo la riforma? In questo caso il sistema di calcolo applicato è di tipo misto.

Se alla data del 31 dicembre 1995 avevi versato meno di diciotto anni di contributi, allora vedrai conteggiata la tua pensione con sistema retributivo fino al 31 dicembre 1995 e con sistema contribuito dal giorno successivo. Se invece, in quella data, avevi versato diciotto o più anni di contributi, allora godrai del sistema retributivo di calcolo fino a bel il 31 dicembre 2011 (e contributivo per gli eventuali anni successivi).

Come risparmiare per la pensione sfruttando gli interessi composti

Accantonare del denaro per la pensione a una persona giovane può sembrare prematuro.
n realtà, è una scelta letteralmente provvidenziale perché mettere via del capitale per un periodo molto lungo comporta una grande rivalutazione dello stesso in termini di interessi.
Accantonando lo stesso capitale a ridosso dell’età del pensionamento, questo non “lavorerà” in maniera autonoma e gli interessi saranno sensibilmente inferiori. Se hai molti anni a disposizione puoi infatti giocare sugli interessi composti, ovvero gli interessi sugli interessi.

La formula è semplice. Prendi il capitale investito inizialmente, e moltiplicalo per 1 + l’interesse espresso in centesimi (ad esempio 0,10 se l’interesse è il 10%), elevato per il numero di anni della durata dell’investimento.

Ecco un esempio pratico. Se investi 1000 euro al 10%, dopo 10 anni avrai 2594 euro, dopo 20 anni avrai 6727 euro e così via.

Comprendi bene che con questo sistema, il tuo capitale crescerà in maniera non proporzionale, ma esponenziale, anno dopo anno. 

Ecco dunque perché, per risparmiare un gruzzoletto, occorre giocare in netto anticipo.

Esistono le pensioni integrative, ovvero investimenti pensati ad hoc per la pensione, che hanno vincoli molto precisi. Ma esiste anche la possibilità di risparmiare e investire del denaro per crearti tu stesso una sicurezza per il tuo futuro.

Rendimento Etico fa fruttare il tuo capitale

Risparmiare non basta. Se tu accantonassi dei risparmi da qui all’età pensionistica, senza investirli, lasciandoli in deposito sul conto corrente faresti un grosso errore. Primo, perché sarebbero soggetti a spese bancarie di vario genere; secondo, perché sarebbero erosi dall’inflazione, e ciò significa che perderebbero potere d’acquisto.

Se invece investi i tuoi risparmi nelle operazioni immobiliari di Rendimento Etico, metti da parte un capitale, grande o piccolo, che lavora per te. Maggiore è il tempo a disposizione, più i soldi crescono…senza che tu faccia niente.
Guarda sulla home page di Rendimento Etico il simulatore di guadagno, per capire in quando tempo raddoppierai il capitale di partenza.

Ma come funziona Rendimento Etico?  
È semplicissimo: in pratica, come se tu fossi una banca, presti soldi in cambio di un interesse a una scadenza precisa.
Come vengono spesi i soldi che presti? I tuoi soldi vengono spesi in operazioni immobiliari certificate sia sul piano imprenditoriale che sul piano etico.
Puoi leggere i dettagli di ogni operazione se ti iscrivi alla piattaforma, ma il concetto che sta alla base è sempre lo stesso: un imprenditore certificato individua un affare immobiliare. Con le somme raccolte da piccoli e grandi risparmiatori come te, acquista l’immobile, lo ristruttura e lo rivende. Alla scadenza prestabilita, ti rende il prestito con l’interesse.

Iscriviti subito e comincia a fare lavorare il tuo denaro per avere un capitale da parte quando andrai in pensione!

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