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I benefici delle diverse forme di microcredito

Perché il microcredito e il crowdfunding favoriscono l’inclusione finanziaria

In che modo i meccanismi creditizi alternativi favoriscono l’inclusività finanziaria e sociale

La perdurante crisi finanziaria che stiamo vivendo non accenna ad arrestarsi e il fenomeno di esclusione finanziaria, che riguarda sia i privati cittadini sia le imprese che vogliono avviare nuovi progetti imprenditoriali, rischia di bloccare irreversibilmente lo sviluppo dell’intera economia. 

Per contenere questo fenomeno servono degli strumenti idonei e di supporto alle categorie sociali più deboli della popolazione, che risultano essere quelle maggiormente colpite dalla crisi finanziaria.

A tal proposito, come ti spiegheremo in questo nuovo articolo di blog, il microcredito e il crowdfunding possono essere delle armi potenti per sconfiggere l’esclusione sociale e finanziaria in un Paese.
 
L’inclusione finanziaria ha un notevole impatto sullo sviluppo economico, in quanto favorisce l’aumento dei consumi dei privati cittadini e incentiva la crescita delle piccole e medie imprese che, come è ben noto a tutti, costituiscono il cuore pulsante dell’economia reale

Tuttavia, l’accesso al credito per questi soggetti imprenditoriali non risulta per niente agevole. Nella maggior parte dei casi, difatti, ci troviamo in presenza di “realtà in erba”, con uno storico creditizio carente, di cui è difficile riconoscere l’affidabilità e la credibilità finanziaria. Oppure, può capitare che un soggetto richiedente si presenti all’istituto di credito sprovvisto di solide garanzie reali che tutelino la banca da eventuali insolvenze. 

Per tali ragioni è utile prendere consapevolezza dell’esistenza delle nuove forme creditizie, che si stanno sviluppando soprattutto sul web, e in che modo possono arginare il fenomeno di esclusione sociale che continuerà a crescere nel futuro prossimo. 
 

Cos’è il microcredito, normativa italiana e i suoi benefici 

Il microcredito è uno strumento creditizio alternativo alle tradizionali forme di finanziamento, ideato principalmente per affrontare la lotta alla povertà nei Paesi in via di sviluppo. Successivamente, questo nuovo meccanismo creditizio è stato adottato anche dai Paesi industrialmente più avanzati, soprattutto per fronteggiare le crisi finanziarie che indebolivano l’economia. 

Le norme del microcredito in Italia sono state introdotte con decreto legislativo 13 agosto 2010 n.141, il quale ha successivamente modificato le disposizioni contenute negli articoli 111 e 113 del T.U.B., rielaborandone la definizione concettuale e le caratteristiche. 

Nello specifico, nell’articolo 111 vengono menzionate due forme di microcredito: la microimprenditorialità e il microcredito per il sociale, per le quali rispettivamente possono essere devoluti importi massimi di 25.000 euro e 10.000 euro. In secondo luogo, nello stesso articolo, vengono specificati i beneficiari e gli operatori eroganti, ovvero intermediari abilitati, iscritti ad un apposito elenco previsto per legge. D’altra parte nell’articolo 113 vengono espressi i meccanismi di vigilanza sull’operato dei soggetti eroganti il credito. 



I benefici del microcredito sono molteplici per la collettività e per i richiedenti del prestito. 

La difficoltà di accesso al credito può risultare molto pericolosa in una società, in quanto è stato ampiamente dimostrato, che questa condizione favorisce il ricorso alla pratica dell’usura che spinge gli individui a procurarsi il credito in modo illecito. Di conseguenza, il microcredito, e quindi la promozione di attività inclusive dal punto di vista finanziario, produce una sensibile diminuzione di tali attività criminose.  

Non da ultimo, il microcredito favorisce la diminuzione del fenomeno disoccupazione, che colpisce di gran lunga le fasce più deboli della popolazione, incoraggiando allo stesso tempo il lavoro autonomo.  

Difatti, grazie al microcredito possono nascere nuove realtà produttive che altrimenti sarebbero rimaste escluse da qualsiasi logica di mercato, perché considerate inaffidabili dal punto di vista creditizio e troppo piccole per potersi fare strada. 
 

Crowdfunding e microcredito tra inclusione finanziaria e interessanti guadagni per gli investitori 

Grazie alla sharing economy (economia collaborativa) il settore creditizio sta divenendo sempre più accessibile, trasparente e responsabile nei confronti dei privati cittadini.

I recenti sviluppi tecnologici hanno prodotto nuovi e dirompenti cambiamenti nel settore finanziario di cui il crowdfunding rappresenta un canale che ha conseguito risultati particolarmente positivi.

Il crowdfunding, infatti, è riuscito grazie al web ad intercettare positivamente le nuove esigenze della comunità, soddisfando in larga misura diversi obiettivi di inclusione sociale e finanziaria del nostro Paese. 

Tra le diverse forme di crowdfunding, quella che merita maggiore considerazione è il peer-to-peer lending.  In Italia, questo innovativo meccanismo creditizio, che consiste nel prestito tra privati, ha riscosso molto successo soprattutto nel settore immobiliare, in quanto ha permesso a molti operatori immobiliari di ottenere prestiti senza necessariamente ricorrere al canale bancario. 

Alle banche difatti subentra una pluralità di investitori, i quali devolvono liberamente una quota a favore dei progetti presentati sulla piattaforma, guadagnando interessanti profitti sul capitale prestato oltre alla sua restituzione. 

I risultati sulla nostra piattaforma di lending crowdfunding immobiliare hanno registrato performance positive che hanno superato le aspettative.  Grazie alla bravura degli operatori, che hanno chiuso le attività di vendita degli immobili anticipatamente, si è alzata conseguentemente la parametrizzazione della percentuale di interesse su base annua. Puoi guardare altri sorprendenti dati statistici sulla nostra piattaforma qui. 

Occorre, comunque, precisare che crowdfunding e microcredito non sono la stessa cosa e che il crowdfunding può essere definito una forma alternativa di microcredito che si avvale dell’ausilio della tecnologia digitale per finanziare cittadini e imprese. 

Nell’attuale contesto finanziario è evidente come il digitale stia ricoprendo un ruolo centrale nello sviluppo di nuovi business anche grazie al crowdfunding, il quale si conferma ancora una volta un ottimo mezzo a favore dell’inclusione finanziaria e sociale

 
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